Il grassello di calce e i capolavori della decorazione

grassello di calce

Si sente molto spesso parlare della decorazione con Grassello di Calce. Ma cosa è?

Il Grassello di Calce innanzitutto non è come molti credono calce in polvere (quella è semmai è la calce aerea) non fa presa in acqua (quella è la calce idraulica) ma allora? Si tratta di una pasta idrata conosciuta fin dall’antichità e serve per… decorare! Sapientemente utilizzata permette la realizzazione di capolavori incredibili di altissima qualità e per questo, in antichità,  veniva largamente utilizzata per malte, intonaci, stucchi, pitture, coloriture e finiture architettoniche.

Tante sono le caratteristiche di questo prodotto, riscoperto ai nostri giorni per la sua perfetta sostenibilità e adattabilità: al contrario delle malte cementizie i cristalli in esso presenti producono un incremento graduale delle resistenze e conferiscono alta permeabilità liberando l’umidità e riducendo i fenomeni di condensa e muffa.

Non ci credi? Chiedi ad Antonio Liso uno dei maestri internazionali della decorazione che utilizza il grassello per i suoi lavori.

Il gesso: storia e caratteristiche di una pietra nell’edilizia

Da oltre cinquemila anni la pietra del gesso fornisce un materiale dalle qualità eccezionali per l’edilizia. Il suo utilizzo è antichissimo, risale agli egizi che lo utilizzavano negli intonachi delle pareti delle tombe o nella mummificazione. basti pensare che circa l’80% della malta con cui è stata costruita la piramide di Cleope è composta da gesso. L’ampio utilizzo della pietra del gesso in epoca tardo egizia fa pensare che le sue proprietà fossero note da molto tempo prima e che il processo di cottura fosse ben noto già in epoche molto antecedenti.

Dall’Egitto alla Grecia fino ad arrivare in epoca romana dove il gesso non è solo un materiale per comporre delle malte ma anche e soprattutto un materiale per la decorazione. L’arte della decorazione in gesso, o a scagliola, aveva raggiunto livelli altissimi. Si trova testimonianza di tutto questo in molti testi, come quelli di Plinio e Vitruvio, ma anche in monumenti o intere città, come quelle di Ercolano e Pompei, i cui scavi hanno portato alla luce fini lavori con il gesso.

Plinio in una sua opera ci informa, per esempio, che il tempio alla Dea Fortuna, fatto edificare da Nerone, è costruito con la pietra del gesso.

Dopo l’epoca romana l’utilizzo del gesso trova nuovo splendore a partire dal 1200 in Italia, con le decorazioni d’interni. Si arriverà quindi ai fasti del Baracco (si pensi a quello siciliano) fino ai giorni nostri con un ampio utilizzo sia come materiale isolante sia come materiale decorativo.

Ma che cosa è il gesso? con il termine gesso si indicano due sostanze conosciute ed utilizzate per millenni: la pietra del gesso e il prodotto industriale che ne deriva. Il gesso naturale è costituito da solfato di calcio. Questa varietà viene definita gesso naturale o selenite, è molto abbondante in Italia (numerosi giacimenti sono dislocati nell’appennino tosco emiliano). Nella normale preparazione industriale la pietra del gesso viene cotta (o meglio viene disidratato) e frantumato successivamente, diventando il prodotto che comunemente si trova nei negozi di edilizia.

Il processo di presa: il fenomeno come detto noto fin dall’antichità permette in pratica la modellazione del gesso ed è dovuto a un processo di disidratazione/reidratazione. Le molecole di calcio semiidrato presenti nel composto a contatto con l’acqua sono in grado di reidratarsi, cioè di riprendere l’acqua di cristalizzazione perduta durante la cottura. In questo modo avviene la presa. Il fenomeno della presa è diviso in un “tempo di gemito“, ovvero il tempo in cui il gesso a contatto con l’acqua passa da impasto molle a malleabile, e il “tempo di presa” ovvero il tempo in cui il composto indurisce completamente. Ad esempio per il gesso utilizzato nella decorazione d’interni si ha un tempo di gemito pari a 10-15 minuti e un tempo di presa pari a circa 30 minuti. Questi tempi possono allungarsi di molto in caso di gessi ad alta resistenza fino ad arrivare a 1o ore.