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Il gesso: storia e caratteristiche di una pietra nell’edilizia

Da oltre cinquemila anni la pietra del gesso fornisce un materiale dalle qualità eccezionali per l’edilizia. Il suo utilizzo è antichissimo, risale agli egizi che lo utilizzavano negli intonachi delle pareti delle tombe o nella mummificazione. basti pensare che circa l’80% della malta con cui è stata costruita la piramide di Cleope è composta da gesso. L’ampio utilizzo della pietra del gesso in epoca tardo egizia fa pensare che le sue proprietà fossero note da molto tempo prima e che il processo di cottura fosse ben noto già in epoche molto antecedenti.

Dall’Egitto alla Grecia fino ad arrivare in epoca romana dove il gesso non è solo un materiale per comporre delle malte ma anche e soprattutto un materiale per la decorazione. L’arte della decorazione in gesso, o a scagliola, aveva raggiunto livelli altissimi. Si trova testimonianza di tutto questo in molti testi, come quelli di Plinio e Vitruvio, ma anche in monumenti o intere città, come quelle di Ercolano e Pompei, i cui scavi hanno portato alla luce fini lavori con il gesso.

Plinio in una sua opera ci informa, per esempio, che il tempio alla Dea Fortuna, fatto edificare da Nerone, è costruito con la pietra del gesso.

Dopo l’epoca romana l’utilizzo del gesso trova nuovo splendore a partire dal 1200 in Italia, con le decorazioni d’interni. Si arriverà quindi ai fasti del Baracco (si pensi a quello siciliano) fino ai giorni nostri con un ampio utilizzo sia come materiale isolante sia come materiale decorativo.

Ma che cosa è il gesso? con il termine gesso si indicano due sostanze conosciute ed utilizzate per millenni: la pietra del gesso e il prodotto industriale che ne deriva. Il gesso naturale è costituito da solfato di calcio. Questa varietà viene definita gesso naturale o selenite, è molto abbondante in Italia (numerosi giacimenti sono dislocati nell’appennino tosco emiliano). Nella normale preparazione industriale la pietra del gesso viene cotta (o meglio viene disidratato) e frantumato successivamente, diventando il prodotto che comunemente si trova nei negozi di edilizia.

Il processo di presa: il fenomeno come detto noto fin dall’antichità permette in pratica la modellazione del gesso ed è dovuto a un processo di disidratazione/reidratazione. Le molecole di calcio semiidrato presenti nel composto a contatto con l’acqua sono in grado di reidratarsi, cioè di riprendere l’acqua di cristalizzazione perduta durante la cottura. In questo modo avviene la presa. Il fenomeno della presa è diviso in un “tempo di gemito“, ovvero il tempo in cui il gesso a contatto con l’acqua passa da impasto molle a malleabile, e il “tempo di presa” ovvero il tempo in cui il composto indurisce completamente. Ad esempio per il gesso utilizzato nella decorazione d’interni si ha un tempo di gemito pari a 10-15 minuti e un tempo di presa pari a circa 30 minuti. Questi tempi possono allungarsi di molto in caso di gessi ad alta resistenza fino ad arrivare a 1o ore.

Diffusori luce in gesso

Diffusori luce in gesso con una cornice contenitore: un modo semplice, economico e creativo per realizzare un’illuminazione diffusa. Si tratta di utilizzare una cornice in gesso contenitore in grado di alloggiare al proprio interno il corpo illuminante che rifletterà la luce verso il soffitto dell’ambiente.

La cornice in gesso permette di utilizzare lo spazio interno per alloggiare sia il neon (o qualsiasi tipo di illuminazione, come i led) sia tutto il necessario per il funzionamento (reattore e circuito di start). Normalmente posizionata tra i 20 e i 30 centimetri dal soffitto, riflette la luce verso l’altro in maniera “indiretta” ovvero illuminando gradevolmente ed in maniera uniforme ampi spazi. A volte può essere accompagnata da punti luce diretti, come lampade e piantane.

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